Dallera Kabir:
L’Alchimia tra Fuoco, Cera e Tempo
Il mio primo ricordo ha il profumo metallico degli attrezzi e il riflesso caldo dell’oro.
Ero solo un bambino quando i miei passi calpestarono per la prima volta la soglia di quel laboratorio, ma sento ancora oggi quell'ondata di meraviglia travolgere i miei sensi.
Restai immobile, con gli occhi avidi, a osservare la maestria dell’Artigiano: una mente concentrata e una mano ferma che trasformavano il metallo freddo e informe in un’opera pulsante di armonia.
In quel momento, senza saperlo, avevo incontrato colui che un giorno avrei chiamato Maestro.
La fascinazione per quest’arte antica divenne un richiamo irresistibile.
Quando la Terra ebbe compiuto appena dodici rivoluzioni attorno al Sole, trovai il coraggio di chiedere all’Artigiano di guidarmi.
Volevo imparare il mestiere d'ingegno; cercavo un Virgilio che conducesse questo giovane ignaro attraverso le fatiche degli "inferi" della tecnica, fino ai "paradisi" della perfezione estetica.
La Forgia del Fallimento
L’inizio non ebbe nulla di dorato.
Le mie mani, ancora goffe, generavano solo brutture: oggetti informi, indegni di essere definiti ornamenti.
Ma ogni errore non era un peso, bensì legna pronta ad ardere nel focolare del mio desiderio.
Non mi feci piegare dai fallimenti; li usai come gradini.
Mentre affinavo la tecnica al banco sotto lo sguardo severo e attento del mio Maestro, coltivavo la mente al Liceo Artistico Olivieri.
Lì ho imparato che un gioiello nasce due volte: la prima sulla carta, nel rigore del disegno e della progettazione, e la seconda nel fuoco.
Il Segreto della Cera Persa
Conclusi gli studi, l’Arte era ormai diventata il mio unico obiettivo di vita.
Mi immersi per tre anni nello studio della cera persa, una tecnica ancestrale che evoca notti silenziose sotto cieli stellati che oggi abbiamo dimenticato.
Mi lasciai sedurre dal sussurro della modellazione: per mesi ho plasmato forme morbide nella cera, destinate a scomparire nel fuoco per rinascere nel baluginio del metallo fuso.
È in questo passaggio alchemico, tra il sacrificio del modello e l'eternità della fusione, che ho trovato la mia vera voce.
La Bottega nella Valle
Nel 2019, poco prima che il mondo venisse scosso dalla grande pandemia, a Tavernole sul Mella, nel cuore della Valle Trompia — tra quelle montagne della provincia di Brescia che mi hanno visto crescere — ho aperto il mio laboratorio.
Oggi, in quella stessa bottega, continuo a tradurre i desideri e le volontà di chi si affida alla mia mano in preziosi gioielli.
Ogni pezzo è un dialogo tra la tradizione millenaria dell'oreficeria e la visione contemporanea del design, una ricerca costante che nel 2023 mi ha portato a vincere il "DNA Contest di Design del Gioiello" presso il Tarì.
